VinArte e la Speranza racchiusa nell’arte delle donne
Mostre e Installazioni a Borgo Artisti- Via Filippo Maria Guidi
Ideazione e Direzione Artistica – Giuseppe Leone

C’è un momento, nella vita di ogni progetto, in cui non basta più proseguire. Si avverte, invece, la necessità di trasformare. Dopo quindici anni di VinArte – un percorso che ha saputo crescere, reinventarsi, radicarsi – ho sentito che il tempo era maturo per un cambiamento profondo. Non un cambio di rotta casuale, ma una scelta consapevole: affidare l’intera XV edizione alla visione femminile. Non per includere, ma per rigenerare.
Il concetto che accompagna questa edizione, seguendo il tema della XXXII edizione di Vinalia – con cui tutto è iniziato – ‘Spes contra spem’, è stata la scintilla. Un’eco lontana eppure vivissima, che vibra in ogni epoca segnata dalla crisi. Sperare quando ogni speranza sembra venire meno: un paradosso solo apparente, che rivela invece una delle azioni più radicali che un essere umano possa compiere, come sottolinea anche Titina Pigna. E se c’è un gesto che somiglia alla speranza, è quello del generare. Per questo, la speranza è, da sempre, profondamente donna.
Il femminile, inteso nel suo senso più ancestrale e potente, non è fragilità ma capacità di portare, anche nel dolore, una promessa di vita. È radice e frutto, tempo lungo e attesa operosa. È respiro che accoglie e forza che plasma. E l’arte, che ha molto in comune con questo femminile originario, non può che assumerne i tratti. Arte è fecondità, è gesto che dona senso, è spazio che accoglie e visione che rilancia.
Per questo motivo, per questa edizione di VinArte, ho voluto che a interpretare il tema della speranza fossero artiste donne, ciascuna con il proprio linguaggio, il proprio battito, la propria capacità di dire il presente senza retorica, e il futuro senza ingenuità, sguardi femminili capaci di restituire, con linguaggi diversi, la forza silenziosa e tenace del credere nonostante tutto. Le loro opere formano una costellazione necessaria, che non orienta lo sguardo verso l’alto per fuggire il reale, ma verso l’interno, dove ancora pulsa la possibilità di un domani.
A questo gesto collettivo si aggiunge una nuova sfida progettuale: una residenza artistica affidata ad una delle artiste invitate, scelta non solo per la qualità della sua ricerca ma per la sua profonda attitudine all’ascolto del luogo e della materia viva. La residenza è, per noi, un innesto: un tempo sospeso tra il radicamento e il cambiamento, tra il silenzio dell’attesa e il fiorire di nuove forme.
Accanto a tutto questo, la sezione fotografia, curata da Azzurra Immediato, rappresenta un piccolo ma significativo specchio di dialogo: accanto alle fotografe selezionate ed invitate, Francesco Garofano – autore di reportage dal passo lieve e dallo sguardo intenso – porterà il suo racconto visivo, costruito lungo le rotte dei migranti. Le sue immagini sono fenditure nella superficie del tempo, spiragli da cui filtra una speranza che cammina: non quella astratta, ma quella incarnata nei volti, nei passi, nei gesti di chi affronta il mare e la terra per salvare, ancora una volta, il senso della vita. Anche in questo caso, la presenza maschile si fa eco del femminile: perché è da quella fonte che, in definitiva, la visione proviene.
In quindici anni, VinArte ha attraversato molti paesaggi dell’anima e del mondo. Abbiamo dato voce alla memoria, al paesaggio, alla materia, alla fragilità, alla comunità. Abbiamo creduto nella forza degli incontri, nella necessità di un’arte viva, che sappia parlare non solo ai sensi ma alla coscienza. Abbiamo costruito un ponte tra i linguaggi della contemporaneità e le radici di un territorio, quello sannita, che continua a sorprenderci per la sua potenza simbolica e per la sua capacità di generare futuro.
E ora, a questo passaggio importante – la XV edizione – chiediamo di essere più di un anniversario. Chiediamo che sia una rinascita. Che sia un’offerta fatta a chi cerca ancora uno spiraglio, una direzione, un sentiero. Chiediamo che sia una stanza luminosa, spalancata sulla possibilità di ciò che ancora non c’è, ma può essere.
L’arte, come la vita, nasce da un grembo. Da un desiderio che non si arrende. Da un sogno che non muore anche quando tutto sembra spento. Questo, oggi, vogliamo raccontare. E vogliamo farlo con la voce delle donne. Perché a loro affidiamo il compito più alto: non solo immaginare un domani, ma generarlo.
Perché anche la terra, come il grembo, conosce la ciclicità della morte e del ritorno. La vigna lo insegna da secoli: si piega al gelo, sembra morire, e invece trama silenziosamente la rinascita. Così anche l’entroterra – troppo spesso dimenticato – custodisce linfa e fuoco, attende chi sa ascoltarlo. E l’arte, oggi, è il nostro modo di dissodare quel suolo interiore, di piantare segni dove sembravano solo crepe. Da ogni radice nasce un ramo, e da ogni ramo, se amato, una possibilità di frutto. Ho sempre pensato che la speranza fosse donna: creativa, resistente, generatrice. Come le donne, sanno attendere, immaginare, costruire futuro anche là dove sembra non esserci spazio.
In tempi incerti, in cui la fragilità è esperienza comune, l’arte torna a essere voce, gesto, visione. E chi meglio delle donne può restituire, in modo autentico, la profondità della speranza?
In un’epoca segnata da una crisi sempre più profonda di valori e di principi, collocatasi all’interno di una società complessa, appare particolarmente importante poter offrire una lettura artistica ai problemi e agli obiettivi. Soprattutto perché l’arte disegna modelli di risposte emozionali ed intuitive alle nuove domande di vita. E lo fa in una maniera immediatamente percepita, più di ogni linguaggio scientifico che resta spesso nell’alveo degli addetti ai lavori. Nel solco di un percorso condiviso con Vinalia, abbiamo stabilito, negli anni, nuove ambizioni e felici speranze, definito e delineato i confini dell’arena all’interno della quale si svolgono il dibattito e le riflessioni dedicate al territorio, all’ambiente, alle traiettorie del nuovo millennio, una festa da un lato, una rassegna artistica, certamente; ma anche un palcoscenico, un laboratorio che intende ripensare e riprogettare il sistema di garanzia del benessere, al di là dei tradizionali approcci e paradigmi. In questi quindici anni, che sembrano volati, ho scelto di seguire il ritmo della globalizzazione, non dimenticando le spinte locali, quell’amato genius loci che oggi è così in grado di dialogare con visioni internazionali, costruite proprio qui. In tale prospettiva, l’arte assume, infatti, una funzione sacrale e femminile, di accoglienza, di previsione e di armonia. Ho sempre creduto nell’Arte come processo del pensiero e della creatività, ma anche come piattaforma di aggregazione e di economia, volano e sviluppo per un territorio e credo di esser riuscito, in questi anni, con un gruppo sempre più folto e nutrito, di aver dato espressione di un nuovo modo di fare cultura, libero, materno in un certo senso.
Invito chi visiterà questa rassegna a lasciarsi guidare dalle opere di questa visione al femminile come da una costellazione: stelle, racconti di una speranza che non è attesa passiva, ma scelta di vita.
Giuseppe Leone
Ideatore e direttore artistico di VinArte
Pittura, Scultura e installazioni
TONIA ERBINO
GABRIELLA GAETA
MARIAPIA SACCONE
MARIA CAROLINA SIRICIO
ANGELA TAMMARO
Genius Loci: MARGHERITA PALMIERI
A cura di Azzurra Immediato
IOLE CAPASSO
ANNA ROSATI
Genius Loci: FRANCESCO GAROFANO
Residenza Artistica
STEFANIA IANNIELLO
Progetto indipendente di Carmine Carlo Maffei
Per informazioni e prenotazioni: 338 802 9308
