VinArte per Vinalia 2026
Sostegni. Il senso della vite per le connessioni

Viviamo un tempo in cui le strutture che hanno sostenuto per anni equilibri politici, economici e culturali mostrano segni evidenti di fragilità. Più che la stabilità, oggi emerge una condizione diffusa di interdipendenza, spesso non dichiarata, ma necessaria.
In questo scenario, la vite offre una chiave di lettura antica e sorprendentemente attuale.
È una pianta che non cresce da sola.
Per sua natura cerca un appoggio, si lega, si orienta verso la luce attraverso ciò che la sostiene. Non è autosufficiente, e proprio in questa condizione trova la sua forza. La sua forma è il risultato di una relazione.
Fin dall’antichità, nel mondo agricolo mediterraneo, la vite veniva “maritata” a un albero, stabilendo un legame che non era solo funzionale, ma profondamente simbolico: una crescita condivisa, un equilibrio tra autonomia e dipendenza.
Con il tempo, i sostegni si sono trasformati in strutture: pergole, filari, sistemi costruiti per guidare, proteggere, far respirare la pianta.
Ma il principio è rimasto lo stesso: non esiste sviluppo senza una forma di sostegno.
All’interno di VinArte per Vinalia, giunta alla sua XVI edizione, il tema dei “Sostegni”, proposto da Titina Pigna, diventa campo di indagine e pratica.
Anche l’arte, oggi, si confronta con questa necessità.
L’idea di un gesto isolato, autosufficiente, appare sempre più fragile. Ogni opera nasce all’interno di una rete: relazioni, materiali, contesti, memorie.
Il sostegno, in questo senso, non è solo ciò che regge.
È ciò che rende possibile.
Può essere una struttura visibile — fisica, materica — oppure invisibile: culturale, affettiva, sociale.
Può guidare, ma anche vincolare. Può proteggere, ma anche mettere in tensione.
Come la vite, anche l’opera si sviluppa in equilibrio tra libertà e appoggio.
A Guardia Sanframondi, questo tema assume una concretezza particolare.
Il sostegno è parte del paesaggio: nei filari, nei gesti agricoli, nella memoria di un lavoro che da sempre sa che la crescita è un fatto condiviso.
VinArte per Vinalia si inserisce in questo contesto non come elemento decorativo, ma come spazio di relazione tra arte e territorio.
Le opere non sono chiamate a rappresentare il tema, ma a misurarsi con esso.
Ogni artista è invitato a interrogarsi:
cosa sostiene il mio lavoro?
quale struttura lo attraversa?
dove si colloca il suo punto di equilibrio?
Una parte essenziale del progetto è la sezione fotografica, che negli anni ha assunto un ruolo sempre più centrale all’interno della rassegna.
Curata e diretta dalla critica d’arte Azzurra Immediato, collaboratrice fondamentale di VinArte dal 2017, questa sezione non si limita a documentare, ma costruisce uno sguardo autonomo e coerente con il tema.
La fotografia, per sua natura, lavora sul limite tra presenza e distanza, tra luce e superficie. Anche qui il sostegno si manifesta come relazione: tra soggetto e contesto, tra visione e realtà.
All’interno di VinArte per Vinalia, la fotografia diventa così un ulteriore dispositivo di connessione, capace di attraversare il paesaggio, i corpi e i segni del tempo, restituendo nuove possibilità di lettura.
Il sostegno diventa evidente soprattutto nei momenti di fragilità.
Quando il peso aumenta, quando la forma rischia di cedere, quando la crescita si arresta, emerge la necessità di un appoggio.
Anche l’arte nasce spesso da questa condizione:
non come affermazione di forza, ma come risposta a una instabilità.
In questo senso, il sostegno non è solo una struttura esterna.
È una relazione.
Tra materiali.
Tra individui.
Tra opera e contesto.
Ideata e costruita da Giuseppe Leone, VinArte per Vinalia è oggi una rassegna di rilievo nazionale, capace di attivare un dialogo tra linguaggi artistici e realtà territoriale.
La sua crescita si è definita nel tempo attraverso una linea coerente: mettere l’arte in relazione con il contesto, evitando ogni funzione puramente ornamentale.
Anche in questa edizione, il tema non è una suggestione, ma una direzione.
Un invito a lavorare su ciò che sostiene, su ciò che connette, su ciò che permette alla forma di esistere.
La vite insegna una verità essenziale:
la crescita non è mai un atto solitario.
Ogni forma ha bisogno di un appoggio.
Ogni equilibrio è una relazione.
Come scrive Cesare Pavese:
“Sei la terra e la vigna.”
È in questa appartenenza, in questo legame necessario,
che la forma trova la sua possibilità.
Direttore Artistico
Giuseppe Leone
