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La lotta contro la distruzione del suolo italiano sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito di oggi se si vuole salvare il suolo in cui vivono gli italiani

Luigi Einaudi, 1951

 

IL PROGRAMMA RACCONTATO

CON LE PAROLE DELLA SOSTENIBILITA’

VINALIA

La difesa del paesaggio è la battaglia della viticoltura sostenibile

Il focus della XIX edizione di Vinalia vuole risollecitare istituzioni, produttori e cittadini a riflettere, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori che in altri contesti vitivinicoli hanno attivato percorsi originali di gestione sia amministrativa che produttiva, sulla sostenibilità dei sistemi territoriali vitivinicoli. Alla vigilia del processo attuativo del Progetto Integrato di Filiera VITIS (PIF-VITIS), il primo progetto collettivo ad “elevata complessità” attivato dalla filiera vitivinicola sannita, l’attenzione al paesaggio nelle sue forme e significati assume un ruolo strategico nella futura gestione dei sistemi viticoli per l’individuazione di modelli produttivi in cui la tecnica viticola e prassi amministrativa possano convergere su un unico obiettivo: la salvaguardia dell’ambiente.

 

TENDENZE CULTURALI

Sul consumo di vino vinalia sceglie la via della mediazione culturale e la pensa come Omar Calabrese:

“Alcol e abuso? Non leggi e divieti, ma mediazione culturale” Non è possibile governare tutto a suon di leggi e di divieti, perché affinché questi siano condivisi e rispettati serve un’efficace mediazione culturale. E il vino, e le sue modalità di consumo, moderato o meno, superficiale o approfondito, non fa eccezione. Ecco in estrema sintesi il pensiero di Omar Calabrese, tra i più importanti docenti di Semiotica d’Italia, nell’ultimo appuntamento di – Vino e Giovani – all’Università di Trento. “Il vino è un prodotto complesso e carico di significati. C’è un sapere che serve a farlo, e un sapere che serve a consumarlo, a capirne virtù e limiti. E per diffondere questo sapere, perché sia condiviso, leggi e divieti portano poco lontano. Serve una mediazione culturale, diretta e indiretta, che passa anche da iniziative importanti come -Vino e Giovani-, ma anche dalla musica, dalla letteratura, dal cinema, da internet, da kermesse dedicate”.

Il Circolo Viticoltori di Guardia Sanframondi e il Comitato Vinalia condividono il pensiero di Calabrese e da 19 anni sostengono la cultura del bere con moderazione.

 

OLTRE I CONFINI

La Francia classifica come patrimonio nazionale (al pari della reggia di Versailles e della cattedrale di Notre Dame), una zona del Midi-Pirenei caratterizzata da vigneti che hanno più di 200 anni e hanno resistito all’attacco della fillossera nel 19° secolo; i comuni del Monferrato hanno adottato piani regolatori a “zero” consumo di suolo; il consorzio di tutela del prosecco Conegliano-Valdobbiadene è capofila del partenariato che avvia il processo di candidatura a PATRIMONIO UNESCO per il proprio paesaggio viticolo, (…) dove le colline nel corso dei secoli sono state ricamate di vigneti dall’uomo, che ha preservato l’ambiente creando un vero e proprio paesaggio culturale.

Dobbiamo prendere coscienza che il nostro sistema vitivinicolo così poco tutelato è anch’esso patrimonio nazionale e non una qualsiasi piattaforma territoriale da infrastrutturare con improbabili e mal progettati sistemi di viabilità, con rocamboleschi piani d’insediamento produttivo  o con sistemi ferroviari,  disegnati  a prescindere in un altrove che nulla sa:

della bellezza di una vigna ben zappata, ben legata, con le foglie giuste e quell’odore della terra cotta dal sole d’agosto

Cesare Pavese

 

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