Vinarte

Resilienza Attiva

Direttore Artistico, Prof. Giuseppe Leone

4-10 agosto dalle ore 20:00

>Borgo Artisti- Via Filippo Maria Guidi

Venticinque. Un numero, un simbolo, un rimando alla tradizione, alla filosofia, a quanto lega il pensiero umano al territorio, ai suoi cicli; una cifra ascrivibile all’universo del sogno, dell’allegoria in una dimensione ‘magica’ che innesca un’alchimia capace di fondere natura ed arte. Concetti che, nel 2018, segnano il passo a Guardia Sanframondi e, legandosi a quel numero, consegnano alla città la venticinquesima edizione di Vinalia, nota kermesse delle eccellenze enogastronomiche del luogo, fusione di una ricca storia secolare, le cui origini hanno profonde radici.  Insieme con Vinalia torna Vinarte, esplorazione ed indagine artistica che mette in luce il rapporto fra tali differenti dimensioni e che, dal 4 al 10 di agosto, anima le strade del borgo antico attraverso una diffusione dell’arte capillare, portatrice di una visione che ingloba ed unisce il ‘fare’ dell’uomo. Chi scoprirà Guardia Sanframondi, il Sannio e le sue ricchezze, nel solco di un simbolico viaggio, dell’anima, della mente e della percezione, godrà anche di un fondamentale rimando all’universo dell’arte. Resilienza attiva è il tema scelto quale filo conduttore dell’intero evento. Un concetto ampio che segue il lavoro contadino, la vita dei vigneti, in maniera intrinseca, il ciclo delle stagioni, della terra, dunque, della vita stessa. Il sentimento panico che fa da contraltare alla Resilienza attiva giunge dal sogno – quello dei viticoltori ma anche quello degli artisti, da sempre – e trova, nella ricchezza dell’esser felici, nonostante le avversità della vita, la realizzazione di una magica realtà. L’arte, pertanto, si rivela il punto chiave di tale avvicendamento. Ciò che avviene è un vero e proprio ampliamento dell’idea stessa di ‘resilienza’, intesa come un guardare le cose da un punto di vista positivo, al di là ed oltre le barricate del quotidiano e del tempo, in cui l’arte assume un ruolo che, con la cultura, diventa traino proprio come accade in un processo figlio della terra, della natura.

Vinarte 2018 si propone, ancora una volta, di dar seguito ad un tragitto su cui poter incontrare una vera e propria sinergia intellettuale, territoriale e capace di far fronte ad una serie di similitudini che molto hanno a che vedere con la ricerca identitaria e la sua valorizzazione, con tessere trame che abbattono distanze, tempi e clichés. In una simile prospettiva di Resilienza attiva, così come in ogni stagione la terra regala i suoi frutti a chi sa aspettare, rispettare e gioire, dopo i mesi freddi, le difficoltà e quant’altro, allo stesso modo, Vinarte rinasce, non dalle proprie ceneri, bensì dalle proprie esperienze, dalle proprie eccellenze, da quella invincibilità che si fa strada tra le avversità, che rende il sogno ed il proprio battersi per esso, fenomenale realtà mentre ,tra le antiche pietre del borgo di Guardia Sanframondi, irrompe il genio contemporaneo. Ecco, dunque che, con gioia, ricopro ancora la veste di Direttore Artistico della manifestazione, vegliando, affettuosamente, su quanto avviene in tale catarsi. Ho scelto di dare una doppia direzione a questa edizione di Vinarte, un duplice ‘filare’, come si suole dire tra i vigneti. Una parte sarà affidata alla pittura e alla scultura, l’altra alla fotografia, in continuo dialogo. Da lontano giungono il maestro Salvatore Vitagliano con una personale nella sala dell’antico Monte dei Pegni ed un rimando nella chiesa Ave Gratia Plena, ed ancora i fotografi napoletani Andrea Bove e Francesco Ciotola insieme con i bolognesi Anna Rosati e Francesco Cardone.

A suggellare il patto con il territorio è la sezione Genius Loci, capace di comprendere fotografi come Federica Assini, Pasquale Di Cosmo, Francesco Garofano, Mariagrazia Pigna e Germana Stella, ma anche lo scultore Mariano Goglia. Sempre in tale solco alcuni interventi paralleli assumono una funzione viva in Vinarte: Carmine Maffei e il suo progetto Pietre Vive animano il borgo con un linguaggio originale e fuori dagli schemi.

Ho fortemente voluto che Vinarte 2018 fosse un viaggio, in cui ad accompagnarmi ci fossero molti giovani, insieme con noi della ‘prima generazione’. La sezione fotografia, curata da Azzurra Immediato, coinvolge molti giovani artisti e la stessa direzione è affidata alla giovane critica sannita ormai bolognese d’adozione. Al tempo stesso, sarà parte della squadra Angela Cerritello, che ben conosce Vinarte e che sarà il mio sguardo e il mio tramite da queste colline verso l’infinito.

Ancora una volta, arte e terra assumono il ruolo di una scacchiera, dove non c’è battaglia ma scambio, affezione, rinascita ed incontro, sguardo sul sogno e sua realizzazione, nei termini di resistenza, di continuo estro, di osservazione ed esperienza, memoria e identità, volontà, ferrea, di non arrendersi mai, di continuare, caparbiamente, per la strada più difficile, più complessa e, forse, meno comprensibile di altre. È qui, perciò, che il concetto di Resilienza attiva si traduce in Resistenza attiva, determinazione che trascina verso una riscoperta, inattesa ed aperta al mondo.

L’Arte resiste al tempo e nel tempo, facendo di se stessa il paradigma resiliente.

“Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna di notte.”

Edgar Allan Poe

“Amo sognare di giorno perché decido io cosa sognare” e non potrebbe esserci adagio migliore per capire in che termini Vinalia e quindi Vinarte agiscono, soprattutto allo scoccare di un anniversario così importante. Se la fantasticheria onirica, infatti, trova i suoi limiti nell’arrivo implacabile dell’alba, il sognare di giorno, inteso come atto di coscienza, apre tutto un altro campo di possibilità. Io decido cosa sognare, io decido cosa progettare, vado avanti, volo alto, resisto. Io sono resiliente

Il Direttore Artistico

Giuseppe Leone

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