Vinarte 2016

Prof. Giuseppe Leone

Prof. Giuseppe Leone

Italo Calvino scriveva chela leggerezza non è superficialità, ma è planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore“.

Credo non ci siano parole migliori per descrivere quel sentimento leggero, ma profondo, con cui quest’anno mi avvicino, e per la terza volta, alla rassegna che nell’ambito di Vinalia 2016, oggi alla sua XXIII edizione, porta per le vie del centro storico di Guardia Sanframondi (BN) un certo modo di fare arte.

E così, la seconda edizione di Vinarte, memore del successo dello scorso anno, sarà protagonista di un’ esposizione dislocata tra i vicoli e le abitazioni in pietra dell’antico borgo e fruibile dal  4 al 10 Agosto 2016. Nelle vesti di Direttore artistico, ma soprattutto nei panni di cittadino sannita, ben abbraccio il tema della rassegna.

CUSTODIRE UN DONO, SCENARI SOSTENIBILI PER LA VITICOLTURA SANNITA: IDENTITA’  CONTADINE PRECISE E LEGGERE, intuendo ancora una volta il potenziale di un territorio che sa puntare sulle sue eccellenze, enologiche e culturali.

Il nostro intento è quello di portare avanti un discorso sulle identità, sulle tradizioni produttive, lungi dal processo di banalizzazione del territorio rurale. Basi solide per un pensiero leggero che possa porre un freno al degrado dei sistemi collinari, del paesaggio agricolo e dello spopolamento delle piccole comunità dell’entroterra campano, quell’osso del Mezzogiorno in cui si custodisce un humus culturale antichissimo, così come una spinta sinergica verso il futuro.

La seconda edizione di Vinarte si presenterà al pubblico in una veste tutta nuova, forte della collaborazione con Luciano Ferrara, coordinatore della sezione fotografica. Sarà Luciano il protagonista di una personale dedicata alla processione dei Battenti, rito dal fascino atavico che da sempre è legato alle tradizioni culturale di Guardia Sanframondi. Ferrara è uno di quegli artisti che ha segnato la scena napoletana.

Lo si può considerare un fotografo storico e non solo per la longevità e la qualità magistrale del suo lavoro, ma storico proprio nel senso quasi di “storiografico”, per quella sua capacità di essere sempre in campo lì dove qualcosa accade. Si sa, l’accadere,  quello che definiamo accidente, entra nelle categorie dell’esistenza solo quando si consuma sotto gli occhi (o l’obiettivo) di un testimone. Luciano è quel testimone, le sue fotografie immagini che raccontano decenni di vita culturale, sociale, comunitaria.

Con questa esposizione eccezionalmente a colori, sebbene preferisca solitamente il bianco e nero, si inaugurerà non solo una nuova area del castello guardiense, ma si ravviverà l’appuntamento con il settennale dei battenti del prossimo anno.

Officina Reporter

Officina Reporter

Per l’occasione sarà inoltre presentato, attraverso una proiezione, Officina Reporter, esperimento collaborativo che si sviluppa in 12 laboratori fotografici tra cui ben si collocano 43 giovani fotografi. Alla guida di ogni officina un professionista affermato a livello internazionale. Il lavoro di questa nuova generazione fotografica, a cui si lega un discorso sulla creazione di nuove professionalità e sull’ esplorazione del territorio Campania, sarà svelato il 21 Settembre presso il Complesso di Santa Sofia di Salerno, per fare poi tappa a Villa Pignatelli – Casa della Fotografia. Vinarte 2016 sarà dunque un’occasione per comprendere, e da vicino, le potenzialità del progetto ed avere un’ anteprima di quanto i giovani protagonisti dei laboratori abbiano prodotto.

Le ragioni della leggerezza mi sembrano oggi più valide e indagabili se proiettate nel contesto fotografia così come, più ampiamente, in quello arte. Per scandagliare quel tema della gravità senza peso che gli artisti di Vinarte 2016 declinano attraverso attitudini diversissime, differenti metodologie e soprattutto un modo proprio e personale di sentire. Un sentire che li contraddistingue tutti, uno per uno come “un velo di particelle minutissime d’umori e sensazioni, un pulviscolo d’atomi come tutto ciò che costituisce l’ultima sostanza della molteplicità delle cose“, per rubare ancora le parole di Calvino.

Mariano Goglia

Mariano Goglia

E così Mariano Goglia si riappropria della leggerezza del marmo, scolpendo figure che poco sembrano aver a che fare con la dura pietra, sembrano più figlie del vento, disegnate, così come sono nelle loro conche e nei loro anfratti, da una mano dolce e amichevole.

carmine carlo maffei

Carmine Carlo Maffei

Anche con Carmine Maffei  la plasticità scultorea si ribella alla staticità della materia per farsi quasi liquida, superficie accarezzabile con gli occhi e con le dita  lì dove si sposa con le abitazioni placide del panorama guardiense.

Leopapp e Pasquale Natale dipingono il paesaggio e rispettivamente il paesaggio urbano e quello rurale in uno scambio generazionale e concettuale che ben si adagia sui temi della visione ambientale. Pappone rende visibile lo spirito amabile della città, il suo eclettismo, le sue energie vitali: grattacieli e palazzi non più pesanti come piombo, ma quasi ineffabili. Natale, dal suo canto, si fa portavoce di un’epifania della collina. I toni sono tenui, caldi a tratti e a tratti più freddi, e sanno rendere familiare anche l’elemento disturbante, anche quel traliccio e quelle case che poco sembrano aver a che fare con un ambiente strettamente bucolico.

Vito Pace

Vito Pace

Vito Pace che ha scelto Guardia Sanframondi come suo  buen ritiro, fa esplodere sulle tele la vivacità del posto con una grazia e una poliedricità che da sempre ne contraddistinguono il lavoro. Nelle sue opere si legge la forza tribale di quei luoghi così come la delicatezza di un vivere quieto, del lento distendersi del tempo.

Dalla Cina arrivano Lishou XuXiaogin Ma, trasponendo la collaudata visione orientale in lavori che incantano per lievità e approccio formale. E’ del resto la Cina, uno di quei paesi che ha fatto dell’impalpabilità una modalità artistica capace di cogliere anche nelle cose più leggere il peso specifico del mondo. E già nel 2014, con la prima edizione di Vinarte, avevo fatto affidamento su quelle tradizioni e su quelle visioni esotiche, intimiste, potenti con l’installazione Sgabelli cinesi.

Antonio MagnottaAntonio Magnotta con le sue “veneri delle botti” si avvicina ad una narrazione pittorica che  mischia ad elementi consueti di un immaginario che si potrebbe definire kitsch, una sensibilità che ne stempera le spigolosità. L’elemento così consumato e inflazionato, rinasce in una luce rinnovata per guizzare in dimensioni tanto inaspettate quanto originali. La leggerezza, allora, non come sguardo distratto e approssimativo, ma come approccio epidermico e sensibile che non si disperde nel labirinto della congettura, ma si fa portavoce di un’arte agile, sorella dell’aria che tutto tocca e tutta indaga senza restar imprigionata nella prudenza dei meccanismi culturali odierni. Vinarte 2016 è un nuovo punto di vista artistico su questo nostro territorio. Vinarte 2016 è quel sentimento lieve che ti rapisce d’improvviso senza che tu sappia spiegarti il perché. La leggerezza come bandiera, l’arte come strumento per guardare al  mondo, al futuro dei nostri luoghi.

Giuseppe Leone

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